Nei Corsi Gordon c’è un esercizio che adoro e che lascia il segno nei partecipanti: è l’esperienza dei punti di vista.

Raccontato il punto di vista dell’altro, vivi l’esperienza di doverlo (per richiesta del Formatore) cambiare e lasciarti andare – emotivamente – a vedere le tue vicende quotidiane sotto un’altra angolazione.

E’ impossibile spiegarlo su pagina, lo devi vivere e ti lascerà stupefatto.

Da ragazzina, alle medie, il mio Professore di italiano, ci aveva insegnato già allora a cambiare il nostro punto di vista:

ci faceva raccontare la nostra giornata quotidiana vista dal punto di vista di un animale domestico!

Io avevo scelto il gatto.

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Al Professore era piaciuta moltissimo – ricordo –  la parte in cui descrivevo la macchina che secondo il mio gatto era “una casa con sopra le ruote“: avevo centrato il compito. Avevo descritto l’auto, che per noi umani non necessita di sottotitoli, da un punto di vista che invece ne necessitava eccome: come fa infatti un gatto a “spiegarsi” l’esistenza di un auto? Tutto sommato non se ne puòspiegare poi granchè nemmeno la comodità, l’utilità, dal momento che il gatto è per eccellenza un animale vagabondo e “sgattaiolante”.

Nasciamo da piccoli sapendo perfettamente che cosa sia un auto. Ma chi non l’ha mai vista, non l’ha mai utilizzata nè ci è nemmeno mai salito è difficile da concepire.

Perchè ve lo scrivo?

E’ che centra perfettamente con i “Gordon”: spiegate, nelle vostre comunicazioni, come se dall’altra parte non ci fosse la vostra medesima conoscenza o esperienza.

 

Questa è una delle chiavi per la Comunicazione Efficace.

 

Per alcuni Genitori miei corsisti, è stato stupefacente pensare al fatto che i propri figli commettessero degli sbagli anche per la mancata conoscenza della realtà.

Si tratta del punto di vista dei più piccoli: primo di conoscenze morali ed etiche, di strutture cerebrali sulle quali si struttura il pensiero astratto…

 

Insomma: spiegare è meglio che fare baruffa.